Un grande, straordinario, unico. Il
giornalista TANO CUVA rappresenta la storia di
Capo d'Orlando testimoniata dalla sua ultima
fatica letteraria presentata ieri sera in piazza
Matteotti...

Tano Cuva
Applausi
a scena aperta per TANO CUVA, il “barone” dei
vitelloni orlandini anni '60, che si è presentato
in piazza Matteotti con il suo nuovo libro, “Di
giorno, di notte”, nel quale raccoglie storie e
testimonianze di un tempo che ha lasciato il segno
anche a Capo d’Orlando. Presenti la
professoressa ANNA MARIA SAVARESE e il giornalista
PIERO FAGONE- oltre al sindaco MASSIMO CARRELLO e
all’assessore al turismo, SALVATORE MANTINEO che
ha voluto l’evento nel cartellone dell’Estate
orlandina 2004 . FRANCESCO REALE,
speaker di Radio Italia, ha letto i brani più
significativi di quello che può anche essere
definito un racconto autobiografico. Attorno al
barone Cuva, un pubblico piuttosto inusuale per la
presentazione di un libro. Un bagno di folla e
tante manifestazioni d’affetto per uno che - a
modo suo, in maniera sempre originale e mai
scontata - ha dato il suo prezioso contributo alla
costruzione della moderna Capo d’Orlando.
«E’
una raccolta di ricordi - spiega Tano Cuva - che
iniziano da metà anni Cinquanta con LUCIO
PICCOLO. C’è la descrizione di quella che ho
chiamato Casa del Nespolo, cioè la mia casa del
divertimento, che si trasforma a seconda dei
presenti, ma anche la nascita della Tartaruga come
locale di intrattenimento». Fatti e ricordi che
hanno segnato la storia di Capo d’Orlando. «L’idea
- aggiunge Cuva - me l’ha data mio figlio, che
ha solo tre anni e mezzo. Ogni volta che finiamo
un gioco, mi dice sempre “e ora che
facciamo?”, praticamente la stessa domanda che
mi ponevano i ragazzi degli anni Sessanta. Allora
non c’era molto, tutto era una invenzione
continua...».
E
fra le invenzioni, Cuva ci mette il Club dei
Carissimi. «Era un club in cui nessuno aveva nome
e cognome - ricorda l’autore - tutti erano
chiamati carissimi o carissime».
Ma
Tano Cuva, oltre che principe dei vitelloni, è
rimasto negli annali per i suoi esilaranti pesci
d’aprile. Dal finto comizio di BOSSI alla sua
prematura morte (1977), dall’analisi delle urine
per tutti i dipendenti comunali ai telefonini
clonati e tanti altri. Ma ci saranno ancora quei
pesce d’aprile in grado di sconvolgere per
qualche giorno la vita degli orlandini? «Forse si
e forse no - commenta con un sorriso sornione il
buon Tano Cuva - per quest’anno avevo pensato di
diffondere la notizia della non omologazione del
record della torta, secondo me la più bella
manifestazione invernale che si sia mai tenuta a
Capo d’Orlando, perché le uova utilizzate non
erano fresche di giornata. Ma poi ho lasciato
perdere... forse sto invecchiando».
Ettore Iacono
Edited by, Ufficio Stampa Comune di Capo
d'Orlando, lunedì 9 agosto 2004, ore 15,06.