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L'Editoriale di William Castro...


n. 02 - 14 agosto 2004

FATTI ? NO, PASSERELLE...


FATTI ? NO, PASSERELLE...

Che il sole di mezzagosto dia spesso alla testa lo si sapeva già, ma che
addirittura porti  l'essere umano a compiere azioni che rasentano l'intollerabile
questa, a dire il vero, è una autentica novità che, purtroppo, la si è sperimentata
pochi giorni fa con "l'inaugurazione" di una sedia da mare per portatori
di handicap. L'evento (a Capo d'Orlando ogni cosa viene definita evento,
anche un semplice temporale), inutile dirlo, ha messo in moto una vera e
propria macchina delle grandi occasioni con la chiamata all'appello della
stampa, la diramazione di comunicati, interviste, fotografie scattate al
sindaco Massimo Carrello che, tutto stanco e trafelato, con il sudore sulla
fronte ed i pantaloni arricciati fin sopra il ginocchio, aiutava un bambino
di Capo d'Orlando affetto da distrofia muscolare a fare il bagno su questa
innovativa sedia da mare. Una sedia acquistata dal Comune dietro richiesta
avanzata dalla famiglia del ragazzino e che sarebbe costata intorno agli
800 euro. Tutto potrebbe sembrare normale, i sorrisi regalati a destra e
a manca, la soddisfazione di tutti per un qualcosa di nuovo che potrebbe
essere socialmente utile. Peccato, però, che sia sfuggita una cosa importante,
anche se da tutti, evidentemente, considerata marginale: la tutela della
privacy che avrebbe dovuto essere garantita a quel bambino, non solo in
quanto minore ma anche e soprattutto per la sua particolare condizione di
salute. Ritengo che nessuno avrebbe dovuto riprenderlo in volto, pur filmando
l'iniziativa per un giusto diritto-dovere di cronaca. Ed invece la sua immagine
ritratta mentre si trovava su quella sedia a rotelle da mare, assicurato
con una cintura di sicurezza, ha fatto il giro di tutta la provincia se
non, addirittura, di tutta la Sicilia. Eppure, forse qualcuno ne ha sentito
parlare, altri dovrebbero conoscerle bene, esistono la legge n. 675 del
31 dicembre del 1996, in materia di tutela della "privacy" e, in particolar
modo, "La Carta di Treviso",  che disciplina il rapporto tra "Informazione
e Minori", sottoscritta dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti,
dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e da Telefono Azzurro
il 5 ottobre del 1990 proprio a Treviso,  riconfermata cinque anni dopo
con un "Vademecum". Proprio questa "Carta" sancisce -è bene ricordarlo a
chi, evidentemente, ha poca memoria- che "nel caso di bambini malati, feriti
o disabili, occorre porre particolare attenzione nella diffusione di immagini
e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso,
si arrivi ad un sensazionalismo che finisce  per divenire sfruttamento della
persona". Da questo ognuno tragga i propri commenti. Ma corre l'obbligo
di precisare, per il caso specifico di questo bambino, che da anni i genitori
chiedono che il Comune realizzi una strada carrabile che colleghi la casa
in cui vivono alla già esistente strada. E, nemmeno a dirlo, finora ci sono
state solo promesse. Di questo, ovviamente, non si parla, non se ne sa niente.
A questo punto la domanda sorge spontanea: serve veramente a migliorare
le condizioni di vita ad un disabile una sedia da mare che si usa, al massimo,
tre mesi l'anno quando, invece, riesce ad essere impossibile uscire di casa
per la mancanza di una strada ? Meditate, meditate......
                                                                      
     
WILLIAM CASTRO


N.01 - 3.8.2004
 


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