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Nel merito
Premesso
che lo stesso è autore di un progetto per la
realizzazione di un innovativo progetto di parcheggio
multipiano con autosilos a rampe per ben 500 posti auto con
annessi servizi ed una utilissima pista di atterraggio per gli
elicotteri del pronto soccorso e della protezione civile
(ubicata sul tetto dell'infrastruttura), gli stessi uffici e
la residenza per la protezione civile, un ristorante
panoramico sul tetto e una pista per il pattinaggio artistico
(che diede tanto lustro a Capo d’Orlando negli anni ’60 e ’70)
alla base;
che detto progetto, redatto già nell'anno 1994
come tesi di Laurea, è stato, dal sottoscritto, rielaborato
nel 1997 per essere presentato dall'amministrazione orlandina,
sindaco Sindoni, nell'ambito dei Patti Territoriali della
provincia di Messina (Pit Me) gestiti prevalentemente dalla
Camera di Commercio di Messina.
che il progetto, approvato e accolto nelle
opere pubbliche finanziabili e che venne poi affossato dai
cavilli di una burocrazia miope e nemica dello sviluppo
(venivano concessi 4 miliardi sui 14 richiesti a causa
dell’illegittima riduzione dei fondi previsti per opere
pubbliche a favore delle opere dei privati che erano di gran
lunga superiori alle pochissime richieste da parte degli Enti
pubblici non ancora organizzati a gestire quel tipo di
progettualità negoziata), potrebbe contribuire a risolvere
definitivamente i problemi viari di Capo d'Orlando sia in
ingresso che in uscita dal centro urbano, in special modo,
dopo la realizzazione dell’utilissima e necessaria Isola
pedonale che ha reso vivibile e civile il cuore della città,
restituendolo alle persone e sottraendolo all’invasione sempre
più crescente delle auto;
che il parcheggio multipiano a rampe,
allevierebbe di molto la già precaria situazione viaria in
quanto: una rampa d'accesso indirizzerebbe tutto il flusso
autoveicolare proveniente dal quadrivio di S. Martino per chi
proviene dal lato Messina; un’altra rampa, tramite la bretella
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che il progetto potrebbe
diventare esecutivo anche sperimentando un metodo nuovo di
collaborazione con i tecnici dell’ufficio tecnico comunale, e
riguarderebbe una zona situata ai piedi della collina che
delimita il piazzale Trifilò, attualmente di risulta,
marginale e non utilizzato. Non esisterebbe impatto ambientale
in quanto l’intera opera verrebbe accolta dal notevole
dislivello esistente fra la Strada Statale e la sottostante
area Trifilò;
che l’opera, ospitando anche la sede della
Protezione Civile, nel caso di un malaugurato preavviso di
allerta per onda anomala potrebbe trasformarsi in
“sommergibile” attraverso l’ausilio di apposite saracinesche
metalliche;
che l’opera, che a regime consentirebbe l'impiego di
22 unità lavorative,
tutto ciò premesso,
con la realizzazione dell’opera si verrebbe a
creare, in un compendio progettuale più vasto, una dotazione
infrastrutturale estremamente qualificante che, con
l'incompiuto porto di Bagnoli, il sospirato Palaconvegni e i
rispettivi indotti, sarebbe in grado di far compiere a Capo
d'Orlando quel salto di qualità, "proclamato" da trent'anni,
rendendola a pieno titolo Centro del Polo Turistico
dell'intera area dei Nebrodi.
Conclusioni.
Circa la possibilità effettiva che quest'opera
possa essere posta in essere, ritengo che sia necessario
superare gli interessi specifici di parte dell’opposizione che
difendono una ipotesi di parcheggio sotterraneo per 50/60
posti auto e non per 200 come si dice, con l’aggravio dei
rischi che comporta, a Capo d’Orlando, scendere sotto il
livello del mare.
Ritengo sia necessario, finalmente, ritornare a
pensare in grande, e Il momento attuale, con la sindacatura
Sindoni è quello ideale, poiché, oltre al salto di qualità, si
potrebbe accedere, anche in termini di partnariato
pubblico-privato, ad uno dei tanti strumenti di programmazione
negoziata che attingono fondi da Agenda 2007/20013 che sembra
essere al centro della politica di sviluppo integrato che
l’attuale amministrazione comunale sembra aver già
attenzionato.
Capo d’Orlando, lì 31.07.2006
Arch. Piero Franco Spaticchia |